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                                                                             Da PC Magazine

                          Rifiuti informatici                                                    
 

 
I componenti interni del Pc e delle sue periferiche contengono composti pericolosi per la salute, quando vengono dispersi in modo incontrollato nell'ambiente. Arsenico, piombo, cadmio, agenti mutageni e cancerogeni questo elenco non si riferisce a un arsenale chimico, ma al contenuto dei nostri amati personal computer.

I pericoli del monitor
Una grossa fonte d'inquinamento è rappresentata dal monitor, non importa se a tubo catodico o cristalli liquidi. La faccia interna dello schermo tradizionale è infatti rivestita con un'emulsione a base di fosforo, combinato con tracce di altri elementi chimici nocivi alla salute. La situazione non è migliore nel caso degli schermi piatti Lcd, perché il cristallo liquido racchiuso tra le due sottili lastre di vetro dello schermo è altamente tossico.
Nei monitor a tubo catodico i circuiti elettronici sono un altro potenziale rischio ambientale. Si tratta infatti di circuiti costruiti con tecnologia analogica e con componenti progettati per lavorare ad alte tensioni. Per soddisfare la necessità d'ingombro sempre minore imposta ai modelli di recente produzione, i costruttori hanno dovuto impiegare isolanti realizzati con materiali plastici non ecologici, come le resine con alto tenore d'idrocarburi aromatici (che sono cancerogeni). Un'altra parte inquinante è il guscio in materiale plastico. Solo di recente la maggioranza dei costruttori ha iniziato a progettare involucri facilmente separabili dal resto del monitor e realizzati con plastiche riciclabili, marchiate in modo opportuno sulla faccia interna non visibile. I monitor a basso costo di origine orientale e quelli di vecchia concezione usano generalmente delle plastiche di tipo Pvc (Poli Vinil Cloruro) con composizione chimica variabile (dunque scarsamente riciclabili), che sprigionano gas tossici durante la combustione. Lo stesso problema si verifica per la tastiera e il pannello frontale dell'unità centrale, che non vanno smaltiti nei rifiuti urbani proprio per la tossicità dei fumi che sprigionano una volta avviati all'incenerimento.

L'unità centrale
Se lo smaltimento corretto del monitor pone dei problemi, quello dell'unità centrale è quasi altrettanto difficile.
In questo caso il pericolo principale viene dalle schede elettroniche. Il circuito stampato su cui sono disposti i componenti è infatti realizzato con fibre di vetro pressate tra loro e tenute insieme da una resina sintetica. Se il circuito viene triturato senza prendere le dovute precauzioni, le fibre di vetro così liberate possono entrare in sospensione nell'atmosfera e nuocere alle vie respiratorie. State pensando di neutralizzare le schede con l'incenerimento? Anche questa non è una strada semplice. Infatti, quando il circuito stampato è di tipo non propagante fiamma (come quasi tutti quelli moderni) per bruciarlo occorre una vera e propria fornace, con conseguente spreco di energia. Se è di tipo convenzionale, bruciando in modo incontrollato sprigiona una grande quantità di diossine, e un fumo ancora più abbondante e tossico di quello generato dalla combustione della gomma. Altre plastiche molto tossiche e difficili da smaltire sono le resine che incapsulano i chip di silicio.
Un veleno contenuto in gran quantità nelle schede a circuito stampato dei computer è il piombo. Questo metallo, in lega con lo stagno, serve a garantire la continuità elettrica delle connessioni tra i componenti, ma non può essere disperso nell'ambiente a causa della sua natura cancerogena. Tuttavia il piombo è comunque meno dannoso dei metalli contenuti nella batteria al litio o al Nickel Cadmio che alimenta l'orologio della scheda madre, e nella grossa batteria dei computer portatili.


Carlo Buzzi