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CRI.LI Service Srl
Via S.De Vita , 23
Pellezzano (SA)
Tel e Fax 089384791
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Da PC Magazine
Rifiuti informatici
I componenti
interni del Pc e delle sue periferiche contengono composti pericolosi
per la salute, quando vengono dispersi in modo incontrollato
nell'ambiente. Arsenico, piombo, cadmio, agenti mutageni e cancerogeni
questo elenco non si riferisce a un arsenale chimico, ma al contenuto
dei nostri amati personal computer.
I pericoli del monitor
Una grossa fonte d'inquinamento è rappresentata dal monitor, non importa
se a tubo catodico o cristalli liquidi. La faccia interna dello schermo
tradizionale è infatti rivestita con un'emulsione a base di fosforo,
combinato con tracce di altri elementi chimici nocivi alla salute. La
situazione non è migliore nel caso degli schermi piatti Lcd, perché il
cristallo liquido racchiuso tra le due sottili lastre di vetro dello
schermo è altamente tossico.
Nei monitor a tubo catodico i circuiti elettronici sono un altro
potenziale rischio ambientale. Si tratta infatti di circuiti costruiti
con tecnologia analogica e con componenti progettati per lavorare ad
alte tensioni. Per soddisfare la necessità d'ingombro sempre minore
imposta ai modelli di recente produzione, i costruttori hanno dovuto
impiegare isolanti realizzati con materiali plastici non ecologici, come
le resine con alto tenore d'idrocarburi aromatici (che sono
cancerogeni). Un'altra parte inquinante è il guscio in materiale
plastico. Solo di recente la maggioranza dei costruttori ha iniziato a
progettare involucri facilmente separabili dal resto del monitor e
realizzati con plastiche riciclabili, marchiate in modo opportuno sulla
faccia interna non visibile. I monitor a basso costo di origine
orientale e quelli di vecchia concezione usano generalmente delle
plastiche di tipo Pvc (Poli Vinil Cloruro) con composizione chimica
variabile (dunque scarsamente riciclabili), che sprigionano gas tossici
durante la combustione. Lo stesso problema si verifica per la tastiera e
il pannello frontale dell'unità centrale, che non vanno smaltiti nei
rifiuti urbani proprio per la tossicità dei fumi che sprigionano una
volta avviati all'incenerimento.
L'unità centrale
Se lo smaltimento corretto del monitor pone dei problemi, quello
dell'unità centrale è quasi altrettanto difficile.
In questo caso il pericolo principale viene dalle schede elettroniche.
Il circuito stampato su cui sono disposti i componenti è infatti
realizzato con fibre di vetro pressate tra loro e tenute insieme da una
resina sintetica. Se il circuito viene triturato senza prendere le
dovute precauzioni, le fibre di vetro così liberate possono entrare in
sospensione nell'atmosfera e nuocere alle vie respiratorie. State
pensando di neutralizzare le schede con l'incenerimento? Anche questa
non è una strada semplice. Infatti, quando il circuito stampato è di
tipo non propagante fiamma (come quasi tutti quelli moderni) per
bruciarlo occorre una vera e propria fornace, con conseguente spreco di
energia. Se è di tipo convenzionale, bruciando in modo incontrollato
sprigiona una grande quantità di diossine, e un fumo ancora più
abbondante e tossico di quello generato dalla combustione della gomma.
Altre plastiche molto tossiche e difficili da smaltire sono le resine
che incapsulano i chip di silicio.
Un veleno contenuto in gran quantità nelle schede a circuito stampato
dei computer è il piombo. Questo metallo, in lega con lo stagno, serve a
garantire la continuità elettrica delle connessioni tra i componenti, ma
non può essere disperso nell'ambiente a causa della sua natura
cancerogena. Tuttavia il piombo è comunque meno dannoso dei metalli
contenuti nella batteria al litio o al Nickel Cadmio che alimenta
l'orologio della scheda madre, e nella grossa batteria dei computer
portatili.
Carlo Buzzi
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